Polveriera Libanese: il nitrato d’ammonio, la scintilla che fa scoppiare l’incendio.

Immagine in copertina: http://mehrnews.com/xSsTy autore: mehdi shojaeian

Il nitrato d’ammonio quando viene combinato con olio, carburante e viene compresso in un certo modo diventa una miscela con effetti simili a potenti e più costosi esplosivi usati nell’industria delle costruzioni ed altro in molte parti del mondo.

Ho visto in questi giorni tanti articoli su testate giornalistiche di ogni parte del mondo ipotizzare le situazioni più incredibili al solo scopo forse di aumentare l’impatto emozionale sulla vicenda. Ad oggi ancora non si possono escludere definitivamente alcune ipotesi come quelle correlate a possibili attacchi terroristici, però tante cose mi fanno pensare ad altro.

Quando si analizzano questi avvenimenti nei primi giorni sei sempre bombardato dalle tesi più strane e dai titoli più sensazionali che alla fine ti prendono e ti portano via tempo prezioso, si perché vorresti sapere le cose come stanno, magari senza tesi complottistiche o comunque improbabili che, sembrano essere postate davvero al solo scopo di fare scalpore e alla fine non capisci cosa sia successo e ti lasci quasi convincere da ciò che si dice senza nemmeno accendere più la tua capacità critica, le tue conoscenze e l’analisi dei fatti.

Alla fine non è colpa tua, ogni giorno siamo sovraccaricati da un quantitativo di informazioni senza precedenti perché ormai l’informazione corre e si trasmette con ogni mezzo, dai social network dove si trovano notizie e dettagli più o meno credibili all’informazione ufficiale che comunque segue delle regole per trasmettere anche i singoli concetti, fino alle fonti “libere” ed “indipendenti” che vanno anch’esse valutate per comprenderne i veri scopi, insomma siamo in una giungla, una guerra informativa che trova sempre nuovi modi per raggiungere l’utente finale.

Capisco anche che spesso tu non abbia più la forza di approfondire certi avvenimenti perché il tempo stesso a disposizione è sempre più scarso, siamo in un mondo sempre più globalizzato e in corsa per qualche motivo e questo però ti porta a perdere il quadro della situazione, a non essere più così libero di costruire la tua opinione in maniera cosciente, proprio perché non hai gli strumenti per farlo, sei disarmato difronte all’informazione galoppante e spesso ti innervosisci quando senti i discorsi da bar su cose che non stanno ne in cielo ne in terra.  

Ho pensato allora di cominciare questo articolo analizzando cosa sia per davvero il Nitrato d’ammonio perché dalla comprensione di questo aspetto si possono vedere le cose in modo diverso e non dover dare tutto per scontato o peggio per vero quello che si dice in giro.

È un sale, un composto chimico derivato da ammoniaca ed acido nitrico, ha proprio l’aspetto del sale, è incolore ed inodore, è molto comune dalle nostre parti ma non lo sappiamo, infatti è il componente attivo del “ghiaccio istantaneo”, proprio quello che si usa per i traumi da calcetto con gli amici.

Perché in quella parte del mondo è così importante?

Bè, in realtà semplicemente se ne sente parlare di più in medio oriente ed in Asia Centrale perché oltre ad essere usato per il suo reale uso, ovvero come fertilizzante, oltretutto molto economico, è stato largamente utilizzato nella guerra in Afghanistan come componente principale di una grande quantità di IED (Ordigni Esplosivi Improvvisati) contro le truppe della coalizione NATO ma anche contro le stesse forze armate Afghane, infatti è anche il composto principale di esplosivi economici come l’ANFO ed ammonal.

In se questo prodotto chimico non è così pericoloso anzi, però mescolato con altre sostanze ed attivato da una adatta causa esterna, aumenta esponenzialmente la sua sensibilità e potenza esplodente, dunque stivato e compresso diventa come un potente esplosivo.

Anche nel mondo chiamiamolo occidentale per capirci ci sono stati negli ultimi trent’anni diversi incidenti classificati gravi, sia di tipo doloso che colposo, ma spesso passati velocemente nel dimenticatoio proprio perché non avevano nulla da raccontare se non la triste storia delle vittime.

Gli esempi più importanti :

Oklahoma City nel 1995, una bomba confezionata con ben due tonnellate di nitrato d’ammonio aveva distrutto un edificio federale provocando 168 vittime;

Nel 2001 in Europa, a Tolosa in Francia, un incidente ha provocato 31 vittime

Texas nel 2013, un esplosione in un impianto di fertilizzanti ha provocato 15 morti;

questi sono solo alcuni esempi e probabilmente non ne ricorderai nemmeno uno perché prima di questa piccola ricerca non li ricordavo nemmeno io che faccio l’analista per mestiere e per passione.

Dunque abbiamo a che fare con un mero fertilizzante, e in Libano allora cosa è successo?

Il Primo ministro libanese Hassan Diab ha detto alla stampa che si è trattato di una esplosione in un magazzino del porto di Beirut, qua erano ancora stoccate 2750 tonnellate di Nitrato d’ammonio sequestrate anni prima da una nave battente bandiera svedese, il perché di questo sequestro si può ricercare nelle normali attività portuali internazionali, succede spesso in ogni porto che le autorità portuali sequestrino materiali non in regola, guarda il porto di Gioia Tauro che sta in Italia, mica tutti i sequestri vengono pubblicizzati, quindi fin qua niente di strano.

I Libanesi come tutti gli utilizzatori di questo fertilizzante lo conoscono bene ed a seguito del sequestro pensarono bene di toccarlo in uno dei magazzini del porto, magari non troppo caldo, insomma un luogo idoneo, fino a quel momento, alla conservazione temporanea del materiale che non avrebbe dunque creato alcun problema.

Il libano però è un paese che attraversa da anni una grossa crisi economica, corruzione, mala gestione della cosa pubblica, problemi politici importanti tra una parte della politica filo occidentale ed anche se vogliamo europeista ed una filo religiosa, mussulmana, molto radicata nel tessuto sociale, rappresentata dal partito politico con annesse milizie chiamato Hezbollah.

Non scenderò nell’analisi politica del paese perché ci vorrebbero giorni, le influenze esterne si paventeranno nei prossimi giorni e ci sarà un gran parlare di queste potenze, ma per ora rimarrò solo nell’ambito del fatto che ha raso al suolo gran parte della città.

Ho letto anche di qualcuno che adduceva ipotesi religiose alla base dell’esplosione e dunque implicitamente si è parlato di attentati terroristici, io sinceramente non credo che questo sia avvenuto o quanto meno non volontariamente.

L’esplosione ha raso al suolo il porto e distrutto gran parte dei quartieri cristiani, ma per chi conosce Beirut sa bene che i quartieri cristiani confinano e spesso si fondono con quelli mussulmani quindi per quanto mi riguarda la tesi dell’attentato è abbastanza insostenibile.

Ma i terroristi non fanno attentati simili ?

Assolutamente si, una bomba che esplode ottiene tanti risultati insieme, una grossa attenzione mediatica, uccisione o ferimento sistematico dei propri avversari e destabilizzazione dell’area di interesse.

Allora perché questo non è un attentato?

Non lo è, almeno in queste dimensioni perché il libano vive già in un equilibrio precario e a nessuna delle parti in causa in questo momento conviene sbilanciare le cose, tanto che anche le proteste non sono comunque così violente come ci si aspetterebbe se la situazione fosse stata pilotata, è abbastanza facile che non si tratti dunque di terrorismo ma di incuria collegata alla sfortuna, l’incendio principale nella fabbrica di petardi o nel magazzino, questo ancora non si è capito bene, che incredibilmente era stata autorizzata a stoccare i suoi materiali esplodenti nelle vicinanze del magazzino con il nitrato d’ammonio non doveva essere autorizzata, ma a quanto pare qualcuno, tempo prima aveva tranquillamente dato il via libera, forse non curante delle 2750 tonnellate di Nitrato di ammonio che giacevano li a fianco ormai da anni e forse mai ispezionate per verificarne lo stato di conservazione, come succede nei paesi europei ed in America.

Quanti incidenti relativi alle piccole fabbriche di fuochi d’artificio vediamo ogni anno in italia ? tante!

Noi siamo anche uno di quei paesi che ha investito tanto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, mentre il Libano non lo è sicuramente.

Dunque una tragedia?

Allo stato dei fatti penso di si, ci sono ancora lati oscuri da chiarire ma ad ora non credo che l’esplosione principale sia dovuta ad un attacco terroristico, a rinforzare la mia tesi il fatto che tutti i principali gruppi politici e paramilitari operanti nel paese si siano affrettati a smentire ufficialmente un loro coinvolgimento nella faccenda.

Una tragedia dovuta ad incuria e mala gestione pubblica può fare più danni di un attentato terroristico ed essere ora la scintilla per un incendio che si prova ad appiccare da tempo nel paese dei cedri, quello del cambiamento e della rinascita vera.

Vedremo.

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