Riconoscimento mezzi

In questa rubrica, il metodo più utilizzato delle forze armate di tutto il mondo per riconoscere in maniera inequivocabile i mezzi in dotazione da un posto di osservazione avanzato o da interpretazione remota. Ogni settimana nuovi mezzi e nuove curiosità, il viaggio sarà lungo e difficile ma questa tecnica ti porterà lontano ed aumenterà le tue capacità da osservatore avanzato in ogni ambiente.

Riconoscimento mezzi militari

All | # A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
There are currently 4 names in this directory
 

 2S5 Giatsint-S
Il 2S5 Giatsint-S, ovvero Giacinto, è un semovente d’artiglieria di progettazione e sviluppo sovietico da 152 mm, con una gittata di 28 km che poteva arrivare ai 33 km con munizionamento speciale semi-autopropulso.

Come quasi tutti i sistemi dell’epoca sovietica, sembra potesse sparare anche munizionamento con mini- testate nucleari della potenza di 0,1-2 kT.

Fu introdotto in servizio nell'esercito sovietico durante il corso della guerra fredda ed utilizzato durante la Guerra in Afghanistan (1979-1989). Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica fu immesso in servizio in vari paesi, nell’esercito russo, che lo ha utilizzato durante la prima guerra cecena, in Bielorussia, in Georgia, in Ucraina, è stato ancora utilizzato durante la guerra del Donbass, in Uzbekistan, e risulta esportato anche in Africa (Eritrea ed Etiopia).

Sviluppato a partire dalla fine degli anni sessanta/inizio anni settanta dello scorso secolo, inizialmente era conosciuto come “Izdelie 307”: il prototipo  fu definitivamente completato nel 1972 ed il nuovo sistema d'arma “2S5 Giatsint” fu valutato positivamente dall'esercito sovietico nel 1974 tanto da entrare in produzione già nel 1976.

Lo scafo adottato fu quello del 2S3 Akatsiya da 152/29 mm, dotato di grande mobilità su ogni tipo di terreno.

A partire dal 1978 rimpiazzò parzialmente i cannoni M46 da 130 mm su affusto ruotato nei battaglioni delle brigate di artiglieria pesante dell'Armata Rossa.

Veloce e la potente, questo semovente, aveva il cannone montato esternamente, sulla parte posteriore dello scafo ed aveva solo un piccolo scudo, posto davanti alla postazione del puntatore, come difesa passiva.

Durante la marcia gli addetti al tiro trovavano posto all'interno di un vano posto in posizione centro-posteriore, ed accessibile tramite un portello posizionato sul retro dello scafo. Tale vano, con pareti spesse 15 mm, proteggeva l'equipaggio dal fuoco di armi leggere. Il pilota, posizionato sulla sinistra della parte anteriore dello scafo, disponeva di due iposcopi diurni, o di uno diurno e uno notturno per la visione protetta.  Il capopezzo è posizionato in una sovrastruttura, posta subito dietro il conduttore, dotata di cupola armata con mitragliatrice PKT da 7,62 mm remotizzata tramite telecomando interno.

Sulla parte destra dello scafo era ricavato il vano motore, dove trovava posto un diesel sovralimentato, V-59 a 12 cilindri, raffreddati a liquido, erogante la potenza di 520 CV (388 kW, accoppiato ad una trasmissione manuale. La velocità massima raggiungibile su strada era di 63 km/h, l'autonomia era pari a 500 km, ed il mezzo disponeva di una capacità di guado senza preparazione di 1,25 m.

Ancora qualche curiosità, la pendenza massima superabile era del 25%, e il veicolo poteva superare trincee di 2,5 m e ostacoli verticali di 0,7 m.

Il sistema di caricamento era semiautomatico con comando a distanza e consentiva un rateo di tiro di 5-6 colpi al minuto. All'interno del mezzo è stata ricavata anche una santa barbara con 30 colpi di pronto impiego, ognuno del peso di 46 kg, con rispettive cariche di lancio da 34 kg, ma i colpi potevano essere depositati anche all'esterno del pezzo in caso di fuoco prolungato. Il munizionamento disponibile comprende anche oggi proiettili a propulsione semi-assistita HE-FRAG, HEAT, cluster, nebbiogeni e uno speciale munizionamento tattico a carica nucleare della potenza di 0,1-2 kT.

Il semovente dispone di completa protezione per operare in ambiente NBC.

La produzione del 2S5 Giatsint-S dunque iniziò nel 1976, e fu seguita dal modello su affusto ruotato 2A36 Gaitsint-B. Conosciuto in occidente anche come M1981, e stato prodotto fino al 1991 in oltre 1.000 esemplari.

Esportato in 18 esemplari, per l’esercito finlandese, e ci risulta che nel corso degli anni della guerra fredda, non ebbe alcun impiego bellico, mentre quelli appartenenti all'esercito sovietico furono impiegati attivamente nel corso della Guerra in Afghanistan (1979-1989). Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica fu immesso in servizio in Russia, Bielorussia (120 esemplari), Georgia, Ucraina (24 esemplari) che lo ha impiegato nel 2014 durante la guerra del Donbass, e in Uzbekistan. Nel 1997 l'esercito russo ne schierava al di qua della catena degli Urali 449 esemplari, e alcuni di essi vennero impiegati nel corso della prima guerra cecena (1994-1996).

Scheda tecnica

2S5 – M1976

152 mm SELF PROPELLED HOWITZER

CALIBRO:                                            152/54

GITTATA:                                            28.400/40.000 m

EQUIPAGGIO:                                  5+2 (Ammo carriers)

LUNGHEZZA:                                    8.33 m

LARGHEZZA:                                     3.25 m

ALTEZZA:                                            2.76 m

PESO:                                                   28.200 Kg


Come si riconosce


Lo scafo è sempre quello che abbiamo già visto sul progetto del 2S3 e del 2S4, ma sul posteriore questa volta è stato montato un vomere che, quando abbassato in postazione, permette di vedere anche la botola della riservetta ed accesso al carro.

Il cannone è caratteristico ed essenziale, montato sul posteriore, presenta la postazione del “gunner” sulla sinistra e si riconoscono chiaramente tutti gli organi elastici e di recupero sul posteriore del cannone, vicino alla culatta.

Non dimentichiamo che esiste una versione a traino montata su un carrello a quattro ruote.

 


#

2S1 Gvozdika
Il 2S1 Gvozdika (equivalente del russo 2С1, detto il garofano) è un obice semovente da 122mm di fabbricazione sovietica.

In realtà noi lo conosciamo più come "2S1" che poi non è altro che la denominazione data dal “GRAU” (Dipartimento di missili e artiglieria del Ministero della Difesa Russo).

Un’altra denominazione alternativa è SAU-122, ma nell'esercito russo è conosciuto comunemente come Gvozdika.

L'2S1 è completamente anfibio e, una volta sulla terraferma, si muove con i propri cingoli. È anche dotato di protezione NBC e di visori ad infrarossi per la visione notturna.

Il primo prototipo è stato completato nel 1969 ed è entrato in servizio nell'Armata Rossa nei primi anni Settanta. La sua prima apparizione pubblica però si ricorda tra le armi dell'esercito polacco nel 1974. Fu schierato in maniera massiva durante la Guerra Fredda (ogni divisione corazzata del blocco sovietico poteva contarne 72 e 36 in ogni divisione di fanteria meccanizzata).

Per l'esercito statunitense è conosciuto sotto la denominazione di M1974. È stato prodotto nelle fabbriche di stato di Bulgaria, Polonia e Russia.

Nell’universo Sovietico ne sono state prodotte diverse varianti:

  • MTLBu è un variante più grande dell'MTLB ed ha uno chassis più lungo ed un motore più potente: questo tipo di scafo è servito per la creazione del 2S1 come spesso succedeva nell’industria bellica dell’unione sovietica di quegli anni, ogni progetto nasceva già con l’ipotesi di essere reimpiegato presto in altri sistemi

  • UR-77 "Meteorit" (ustanovka razminirovaniya) era un veicolo attrezzato per lo sminamento, sempre con lo stesso concetto di base ma con una sovrastruttura adatta per due rampe di lancio. Queste servivano per lanciare dispositivi UZP-77 con i quali era possibile in teoria sminare per brillamento un'area di 90 m × 6 m

  • RKhM "Kashalot" (razvedivatel'naya khimicheskaya mashina) era un veicolo in uso per la ricognizione chimica, dotato di dispositivi di scoperta e allarme. Questo modello ha uno scafo più corto rispetto al 2S1 e la torretta dell'MTLB. In Occidente era noto come ATV M1979/4 a parte le dimensioni possiamo dire che il design era sempre lo stesso, stesso identico progetto

  • RKhM-K infine non poteva mancare la versione comando senza sensori ma con sistemi di comunicazione addizionali


In Romania si trova un mezzo chiamato Model 89 e possiamo considerarlo come la variante rumena che utilizza uno scafo modificato dal MLI 84.
Anche l’Iran ha una versione modificata di questa piattaforma di artiglieria e si chiama Raad-1 (tuono) ed è invece basata sul veicolo da trasporto truppe Boragh che si basa sempre su un progetto sovietico ma questa volta parliamo del BMP1.
Infine, anche in Africa si trovano pezzi di questo progetto, ne è un esempio l’Abu Fatma costruito su licenza in Sudan (identico in tutto al 2S1), ad oggi piccolo ma organizzatissimo esercito africano.

Scheda capacitiva

Calibro: 122/36 (obice 2A18)
Gittata: 15.300m/21.900m
Equipaggio: 4
Lunghezza: 7.26m
Larghezza: 2.85m
Altezza: 2.73m
Peso: 16.000kg
Motore: Diesel
Autonomia: 500km

Come si riconosce
Partendo dal basso verso l’alto lo scafo presenta 7 rulli equidistanti, nella parte frontale si riconosce il vano motore che è messo in posizione centrale, mentre in alto sulla destra si riconosce il tubo di scarico che non esce dalla silhouette del mezzo stesso, sul posteriore invece sempre in posizione centrale si note il grosso portellone di forma quadrata con gli angoli arrotondati.
Sulla torretta invece, la botola del capocarro è a sinistra ed ancora di forma particolare sia gli organi elastici alla basa della bocca da fuoco che la posizione del manicotto recupero presa gas, molto avanzata ed infine il freno di bocca che può ricordare in qualche modo quello dell’ M109.


2S3 Akatsya M1973
Il 2S3 è un semovente di artiglieria detto “Akatsiya”  o  “M1973”, è un 152 mm sviluppato dall'Unione Sovietica durante la Guerr Fredda in risposta all'M109 americano ed anche le sue caratteristiche cono molto simili.

Il cannone utilizzato dal 2S3 è lo stesso del semovente ShKH-77, basato sul D-20 ma viene spesso nominato D-22 o 2A33, sarebbe anche capace di sparare proiettili a carica nucleare, almeno così narra la propaganda dell’epoca. Lo scafo è una versione corta dell’ SA-4 “Ganef. È dotato di protezione NBC ma non era anfibio come invece lo era il 2S1.

Il compartimento di guida, la trasmissione e il motore sono posizionati nella parte anteriore e i sistemi d'arma con torretta rotante nella parte posteriore.

Una curiosità di questo semovente, sono i due uomini che lo seguivano ovunque: infatti per quanto l’equipaggio fosse composto da 4 operatori, i due uomini addetti al rifornimento dovevano seguire il semovente a piedi, e passare le munizioni attraverso due portelli posteriori proprio a causa dei suoi spazi interni angusti.

Il cannone da 152.4 mm L/27 ha un angolo di tiro da -4° a + 60° e una cadenza di fuoco di 2,6-3,5 colpi al minuto. Il deposito munizioni è diviso in due parti, una all'interno della torretta con circa 40 colpi e una dietro lo scafo. Può sparare proiettili OF-25 HE-Frag a una distanza di 18,5–24 km a seconda della carica usata e del tipo di proiettile. Fra gli altri proiettili utilizzabili ci sono il BP-540 HEAT-FS, missili a guida laser, proiettili assistiti a razzo, bengala, testate nucleari fino a 2 kt e fumogeni. L'armamento secondario è costituito da una mitragliatrice da 7.62 mm per difesa antiaerea e a distanza ravvicinata.

La dotazione tipica era di 18 semoventi per ogni divisione sovietica, assegnati al reggimento d'artiglieria di supporto. Ogni divisione corazzata e di fanteria motorizzata ne aveva a disposizione 18.

Le varianti principali:

2S3 - Variante base, prodotto fra il 1970 e il 1975

Ob'yekt 303 - Armato con un cannone D-11M da 152 mm. Prototipi sperimentali costruiti alla fine degli anni Sessanta

2S3M - Equipaggiato con un sistema di carico automatizzato a dodici colpi e alcune modifiche nel numero e nella disposizione dei portelli. La capacità di carico delle munizioni fu aumentata da 40 a 46 colpi con l'aggiunta di proiettili-razzo a guida laser più potenti. La produzione interessò il periodo fra il 1975 e il 1978

2S3M1 - Equipaggiato con strumenti digitali e con nuovi sistemi di mira. Prodotto nel 1987-1993. Tutte le precedenti varianti furono ammodernate a questo modello

2S3M2 - Armato con cannone M-385 da 155mm con controllo automatico del fuoco e GPS. Sviluppato nel 2000


Scheda tecnica


2S3 (m-1973) 152mm Self-Propelled Howitzer

Calibro: 152/27

Gittata: 17400/24400m

Equipaggio: 4 operatori

Lunghezza: 8,40m

Larghezza: 3,20m

Altezza: 3.13m

Peso: 27500kg

 

 Come si riconosce

Il 2S3 è un semovente di artiglieria e partendo dal basso verso l’alto presenta 6 rulli NON equidistanti, il primo rullo anteriore ed il secondo anno una inter-distanza superiore rispetto agli altri rulli dislocati verso il posteriore.

Salendo verso l’alto poi si nota la botola del pilota sulla Sinistra dello scafo e l’accesso al vano motore sulla destra che sembra quasi una botola con griglia frontale rettangolare sempre orizzontale lungo la parte superiore dello scafo.

Infine, analizzando la torretta sono caratteristici gli organi elastici della bocca da fuoco, mentre sulla canna si vede il manicotto recupero presa gas in posizione avanzata ed il freno di bocca con 4 sfiati, 2 a destra e 2 a sinistra, la botola del capo carro è a sinistra.



 

2S4 Tyulpan
Il 2S4 Tyulpan è un pezzo d'artiglieria semovente da 240 mm di produzione sovietica. Secondo alcune fonti il mortaio può sparare anche munizionamento a caricamento speciale, chimico e nucleare di potenze variabili tra i 0,1 ed i 2 kT .

Introdotto in servizio nell'esercito sovietico durante il corso della guerra fredda, fu utilizzato durante la Guerra in Afghanistan (1979-1989), ed esportato in Cecoslovacchia ed Iraq, che lo ha utilizzato nel corso della guerra con l'Iran (1980-1988). Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica fu immesso in servizio negli eserciti della Russia, che lo ha utilizzato durante la prima guerra cecena ed in Kazakistan, fu anche esportato soprattutto in Libia e Siria. Dopo la rivoluzione di velluto è stato messo in servizio anche in Repubblica ceca ma per un breve periodo.

Questo semovente era veloce e potente, con un cannone montato esternamente sulla parte posteriore dello scafo (interamente in acciaio saldato) e solo un piccolo scudo davanti alla postazione del puntatore, per capirci era un enorme mortaio montato sullo scafo del 2S3.

Durante la marcia gli addetti trovavano posto all'interno di un vano posto in posizione centro-posteriore, ed accessibile tramite un portello posizionato sul retro dello scafo. Il pilota è posizionato sulla sinistra della parte anteriore dello scafo mentre il capopezzo è posizionato in una sovrastruttura, posta subito dietro il pilota, dotata di una sorta di cupola armata con mitragliatrice PKT da 7,62 mm “remotizzata”. Il munizionamento disponibile per la mitragliatrice è pari a 1.500 colpi.

Il mortaio a canna liscia 2B8 calibro 240 mm era montato esternamente sulla parte posteriore dello scafo, poteva essere impiegato con una elevazione da +5° a +80° e un azimut di 10° sia verso destra che verso sinistra. La gittata massima raggiungibile varia da un minimo di 800 m, ad un massimo di 9,650 km con munizionamento HE a frammentazione 3OF-864 da 130 kg, e di 18 km con impiego di una granata semi-autopropulsa da 228 kg. Il rateo di tiro è pari ad 1 colpo al minuto. Il mortaio, che in configurazione di marcia e posto orizzontalmente sopra il tetto dello scafo, viene posizionato per il tiro tramite un sistema idraulico, posto nella parte posteriore del veicolo, che posiziona la piastra della bocca da fuoco sul terreno. Il munizionamento di pronto impiego, pari a 40 colpi ordinari o 20 semi-autopropulse, è posizionato in due cassoni corazzati sistemati su entrambi i lati dello scafo, e il caricamento è completamente automatizzato, infine era studiato e sviluppato con protezione NBC.

Qualche altra curiosità.

La produzione del “2S4 Tyulpan” terminò nel 1988, ed era conosciuto in occidente come M1975; fu usato durante la guerra in Afghanistan ed ebbe un discreto successo anche con le esportazioni. I primi esemplari vennero esportati nel 1983, quando dieci esemplari vennero consegnati all'esercito iracheno, allora impegnato pienamente nella lunga guerra con l'Iran. Nel 1988 otto mortai furono consegnati all'Esercito popolare cecoslovacco, ed erano ancora i tempi della guerra fredda. Ulteriori esportazioni si ebbero in Libia e Siria, 24 pezzi assegnati a 3 divisioni corazzate, e alla 14ª Divisione aerotrasportata delle forze speciali. In seguito, sono stati trasferito alla Compagnie paramilitari di difesa siriane, ed impiegati nel corso della guerra civile. Alcuni di essi vennero impiegati dall'esercito russo nel corso della prima guerra cecena (1994-1996).

Trasferiti in seguito alla riserva ed immagazzinati in vari depositi, a partire dal 2016 è stato avviato un piano di ammodernamento a cura della “Uraltransmash Zavod”, una consociata di “Uralvagonzavod” in previsione della riattivazione del sistema d'arma.

Una parte dei 430 semoventi 2S4 Tyulpan è stata aggiornata con l'introduzione di nuovi sistemi di bordo, navigazione e di comunicazione.

Scheda Tecnica

2S4 (m1975) 240 mm TRACKED MORTAR CARRIER

CALIBRO:            240 mm

GITTATA:            9.600/19.000 m

EQUIPAGGIO:   5-9

LUNGHEZZA:     6.45 m

LARGHEZZA:      3.25 m

ALTEZZA:             3.20 m

PESO:                   30.000 Kg

Come riconoscerlo

È un sistema caratteristico e particolare, potremmo dire che sia un mega mortaio con i cingoli, partendo dal basso verso l’alto come sempre, analizzando lo scafo si notano i 6 rulli non equidistanti, salendo verso l’alto si trova la classica botola del pilota a sinistra ed il vano motore con accesso e griglia a destra. Ancora salendo ci accorgiamo che non può essere altro che un 2S4 analizzando proprio la bocca da fuoco che non ha freno di bocca e sul posteriore si riconosce l’enorme piastra d’appoggio di forma quadrata con gli angoli smussati.